Contabili

Configurazioni contabili

In questa funzione di 4uattro è possibile impostare le seguenti tabelle:


Registri

In questa tabella è possibile inserire tutti i registri vendite, acquisti e vendita per corrispettivi.

Ad ogni registro deve essere associato obbligatoriamente un codice attività. Può esserne inserito uno già presente oppure, al momento, uno nuovo di massimo 8 caratteri.

Per i registri con uguale attività verrà calcolata un’unica liquidazione IVA, ossia verranno sommate le imposte delle fatture emesse e quelle ricevute dai fornitori di tutti i registri e calcolato il relativo debito o credito IVA.

E’ possibile indicare l’eventuale registro complementare, nel caso si voglia utilizzare la rinumerazione dei registri IVA ed assegnare ad entrambi la stessa numerazione; questa opzione è dedicata a quei movimenti che devono essere presenti in entrambi i registri.

É inoltre possibile indicare se il singolo registro prevede il regime IVA per cassa (c.d. “cash accounting”), introdotto dall‘articolo 32-bis del Dl 83/2012, che consente all’azienda di posticipare il versamento dell’imposta sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi, dal momento di emissione della fattura a quello dell’incasso. Allo stesso modo, il diritto a detrarre l’IVA sui beni e sui servizi acquistati nasce al momento del pagamento dei corrispettivi ai fornitori. L’imposta diventa comunque esigibile dopo un anno dall’effettuazione dell’operazione; allo stesso modo l’IVA sugli acquisti può essere detratta, trascorso un anno dal momento in cui l’operazione si considera effettuata.

Il codice è un campo numerico da 1 a 30.000. Può essere inserito oppure, se lasciato uguale a 0, assegnato automaticamente da 4uattro.


Codici iva

In questa tabella è possibile inserire o aggiornare i codici previsti dalla normativa IVA utilizzati nella procedura; 4uattro ha preimpostate le principali aliquote IVA.

Sono soggette al calcolo dell’IVA tutte le cessioni di beni, o prestazioni di servizi ed operazioni intracomunitarie svoltesi in Italia nell’esercizio di impresa. Tra le operazioni soggette ad IVA vengono comprese non solo le operazioni soggette al pagamento dell’imposta, ma anche quelle solamente soggette agli adempimenti formali prescritti per l’accertamento dell’imposta.

A seconda del regime applicato, le operazioni si distinguono in: imponibili, esenti, non imponibili.

Le operazioni imponibili richiedono, da parte dei soggetti passivi, alcuni adempimenti amministrativi come l’emissione della fattura, del documento di trasporto, della ricevuta o scontrino fiscale, e la registrazione e dichiarazione stabilita per la sua applicazione. Oltre alle operazioni imponibili, che devono essere quindi fatturate e registrate su appositi registri concorrendo a determinare il volume d’affari del contribuente, la disciplina dell’IVA prevede che alcune operazioni siano sottratte all’imposizione e le distingue in operazioni non imponibiliesenti ed escluse.

Operazioni non imponibili [art. 8, 8bis e 9 decreto IVA]: sono quelle relative alle esportazioni sulle quali non si paga l’imposta. Il motivo risiede nel principio secondo cui l’imposizione avviene, in caso di esportazione, nel paese di destinazione in modo da evitare una doppia imposizione. Non sono quindi soggette all’imposta, ma devono essere fatturate e registrate permettendo la detrazione dell’IVA sugli acquisti. Ricordiamo che gli scambi tra i paesi facenti parte della Unione Europea non sono considerati esportazioni, ma scambi intracomunitari.

Operazioni esenti [art. 10 decreto IVA]: Sono le cessioni e prestazioni di servizi che non sono soggette al tributo per scelte politiche. Comportano quindi l’obbligo di fatturarle e registrarle e consentono la detrazione solo parziale dell’IVA sugli acquisti.

Operazioni escluse [art.2 e 3]: queste operazioni non hanno il requisito oggettivo o soggettivo per l’applicazione dell’imposta. Non sono considerate quindi cessioni o prestazioni di servizio e sono effettuate da privati.

Oltre all’indicazione della tipologia dell’operazione, viene richiesto se il codice indicato è:

  • Reverse charge

Il reverse charge è un particolare metodo di applicazione dell’IVA che consente di effettuare l’inversione contabile della suddetta imposta sul destinatario della cessione del bene o della prestazione di servizio, anziché sul cedente. Il reverse charge permette, quindi, di far ricadere gli obblighi IVA sul destinatario della cessione o della prestazione, qualora sia soggetto passivo nel territorio dello Stato. Utilizzando quindi un codice in reverse la procedura automaticamente effettuerà una registrazione del valore dell’imposta con inversione di segno nel registro complementare indicato nella causale utilizzata.

  • Split payment

Lo split payment viene applicato nei rapporti tra imprese private e Pubblica Amministrazione, secondo il classico meccanismo dei “pagamenti divisi” o “scissione dei pagamenti”. Innanzitutto, si dovrà scindere l’operazione in due parti: nella prima, il soggetto privato (impresa) incassa l’ammontare dovuto dell’operazione al netto dell’IVA dall’ente della Pubblica Amministrazione considerato. Successivamente, l’ente di P.A. si occuperà di versare l’IVA a debito dovuta sull’operazione considerata. Utilizzando quindi un codice split la procedura automaticamente effettuerà una registrazione del valore dell’imposta con inversione di segno nello stesso registro.

  • Regime monofase

L’imposta monofase sulle importazioni, nella Repubblica di San Marino, è un’imposta applicata sul valore aggiunto delle importazioni di beni e prestazioni di servizi connesse alle importazioni. Una volta indicata, in fase di registrazione degli acquisti verrà calcolata ma non imputata al fornitore e la procedura automaticamente effettuerà una registrazione del valore dell’imposta con inversione di segno nello stesso registro.

  • Imposta bollo per FPA

L’imposta di bollo è obbligatoria per le fatture di importo complessivo superiore a euro 77,47 da applicarsi su documenti relativi a:

  1. operazioni esenti ai sensi dell’art. 10, D.P.R. 633/1972;
  2. operazioni fuori campo IVA per carenza del presupposto soggettivo, oggettivo o territoriale;
  3. operazioni non imponibili relative a operazioni assimilate alle esportazioni, ai servizi internazionali, ai servizi connessi agli scambi internazionali, cessioni agli esportatori abituali o esportazioni indirette;
  4. fatture dei contribuenti che aderiscono al regime dei minimi che non comportano l’addebito dell’Iva.
  5. operazioni escluse dall’applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 15, D.P.R. 26.10.1972, n. 633

La procedura, nella preparazione della fattura PA in formato XML, applicherà l’imposta di bollo virtuale a tutti i codici IVA  che presentano questa voce.

  • IVA sul margine

É un regime speciale previsto per il commercio di quei beni che, una volta usciti dal circuito del commercio, vengono reimmessi in quanto “usati”. Il sistema di calcolo dell’imposta varia perché il calcolo della base imponibile su cui applicare l’IVA deriva dalla differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto del bene (il margine). Utilizzando quindi un codice con IVA sul margine la procedura fornirà la base imponibile calcolando la differenza tra il costo di acquisto del bene usato ed il prezzo venduto. L’imposta verrà calcolata ma non esposta in fattura dove verrà presentato il prezzo comprensivo di IVA.

  • Scala il plafond

Le imprese che effettuano frequenti operazioni internazionali attive, sia verso Paesi UE che extra UE,  in determinate condizioni, possono importare beni e servizi senza applicazione dell’IVA (ovvero in sospensione d’imposta), entro un dato limite annuale (plafond). In questo caso la procedura emetterà l’esenzione IVA nell’emissione di fattura di vendita, con dichiarazione di intento valida fino al raggiungimento del plafond, calcolando tutte le fatture emesse con codici IVA che scalano il plafond. Il soggetto che riceve la dichiarazione di intento con l’indicazione di “operazioni fino a concorrenza di euro xxxx” non deve mai superare l’importo indicato. L’esportatore che necessita di superare tale importo produrrà una nuova dichiarazione.

Altro dato utile per la classificazione dell’IVA è la Natura.

In caso di codici non soggetti ad IVA è necessario indicare la natura (N1-N2…)  per la decodifica nelle fatture elettroniche e nello spesometro. Il codice è un campo numerico da 1 a 30.000. Può essere inserito oppure, se lasciato uguale a 0, assegnato automaticamente da 4uattro. Il codice può essere duplicato inserendo una nuova decorrenza. In caso di cambio di aliquota, non sarà necessario modificare i codici IVA  già presenti (ES: anagrafiche prodotti). Ovviamente la procedura utilizzerà l’aliquota valida in base alla data  del documento.

I dati inseriti in questa tabella sono condivisi con tutto il gruppo.


Ritenute-casse

In questa tabella è possibile inserire i codici per il calcolo delle ritenute e delle eventuali casse di previdenza per i professionisti ed Enasarco per gli agenti di commercio.

Quando si riceve una fattura da un professionista o da un agente di commercio, si trova applicata la ritenuta di acconto: questa configura l’azienda come sostituto di imposta, cioè come il soggetto che deve versare all’erario le imposte in nome e per conto del professionista. Questo obbliga l’azienda ad essere precisa e puntuale nell’adempimento: l’imposta trattenuta deve essere versata entro il 16 del mese successivo al pagamento della fattura. Se la fattura viene pagata in modo parziale, l’imposta dovuta sarà proporzionale alla quota percentuale pagata.

Nell’ambito del lavoro autonomo professionale la modalità di emissione della fattura con ritenuta si differenzia a seconda della tipologia di professionista che effettua la prestazione. Dal punto di vista del trattamento previdenziale i professionisti possono essere divisi in due categorie:

  • Professionisti privi di una specifica cassa di assistenza e previdenza di categoria;

  • Professionisti provvisti di una cassa di assistenza e previdenza di categoria a cui sono tenuti ad iscriversi e a versare i contributi annui.

Entrambe le categorie addebitano ai propri clienti una maggiorazione di natura previdenziale, generalmente pari al 4% dell’imponibile, ma diverso è il trattamento fiscale di tale maggiorazione:

Nel primo caso il 4% non verrà indicato nel codice IRPEF perchè formerà la base imponibile per il calcolo della ritenuta, esempio:

  • Imponibile 1.000 rivalsa 4% = 40
  • Imponibile registrato 1.040
  • Iva al 22% su 1.040= 228,28
  • Totale fattura 1.268,80
  • Ritenuta d’acconto 20% calcolata su 1.040 = 208,00
  • Netto dovuto 1.060,80

Nel secondo caso invece andrà indicato nel codice. Verrà calcolato dalla procedura e detratto dalla base imponibile per il calcolo della fattura, esempio:

  • Imponibile 1.000
  • Contributo integrativo 4% = 40
  • Imponibile registrato 1.040
  • Iva al 22% su 1.040= 22,.28
  • Totale fattura 1.268,80
  • Ritenuta d’acconto 20% calcolata su 1.000 = 200.00
  • Netto dovuto 1060,80

La fattura di un agente di commercio iscritto a Enasarco (praticamente tutti) ha aspetto e modalità di registrazione diversa, in quanto deve includere la gestione dei contributi della cassa previdenziale speciale. Rispetto alla fattura di un professionista, in caso di agenti di commercio, la ritenuta di acconto ha un’aliquota più alta ma è calcolata solo sul 50% dell’imponibile. Inoltre non viene applicata la rivalsa sulla cassa previdenziale del 4% ma c’è una ulteriore ritenuta applicata per la cassa previdenziale Enasarco, pari al 7.325%. Questa aliquota rappresenta la quota (50%) a carico dell’agente del versamento previdenziale: il restante 50% (sempre pari al 7.325%) sarà a carico dell’Azienda. Ecco un esempio:

  • Imponibile 1.000
  • Iva al 22% su 1.000= 220,00
  • Totale fattura 1.220
  • Ritenuta d’acconto 23% sul 50% calcolata su 500 = 115,00
  • Enasarco 7.325  = 73,25
  • Netto dovuto 1.031,75

La ritenuta Enasarco relativa alla quota previdenza, va versata entro il 20 del secondo mese successivo alla fine di ogni trimestre. Per le ritenute Enasarco il trimestre di riferimento deve essere considerato per competenza, in pratica il trimestre durante il quale sono maturate le provvigioni e non quando vengono pagate.

L’Enasarco comprende la parte a carico dell’agente trattenuta dall’azienda e la quota a carico dell’azienda mandante. Ecco perché, oltre all’aliquota, viene richiesta la % di base imponibile su cui calcolare la quota a carico dell’azienda e la % di base imponibile anche per la ritenute.

I dati inseriti in questa tabella sono condivisi con tutto il gruppo.


Categorie cespiti

Per una buona gestione dei cespiti, il raggruppamento dei beni in categorie omogenee è molto importante, anche perchè consente di sintetizzare il valore delle immobilizzazioni permettendo di riportarlo nello stato patrimoniale.

In questa tabella è possibile inserire le categorie dei cespiti utilizzate, inserendo i seguenti conti contabili:

  • nel campo “Immobilizzazione”, troviamo il codice del conto immobilizzazioni (conto patrimoniale attivo) che rappresenta maggiormente la categoria selezionata;
  •  nel campo “Fondo”, troviamo il codice del conto fondo ammortamenti (conto patrimoniale passivo) da incrementare ogni volta che procederemo alla contabilizzazione degli ammortamenti;
  •  nel campo “Ammortamenti”, troviamo il codice del conto (conto di natura economica) da movimentare per la contabilizzazione del costo relativo.

Questi conti  verranno poi assegnati automaticamente nelle singole schede cespiti, una volta inserita la categoria.

Compilando il dettaglio delle classi verranno definite le modalità di calcolo dell’ammortamento.

Ad ogni categoria deve essere inserita almeno una classe con indicato il coefficiente di ammortamento. Inoltre deve essere indicato se per la classe sono adottati i seguenti criteri:

  1. L’ammortamento al 50% nel primo anno
  2. L’ammortamento totale se il costo è inferiore a 516,46

Per ogni categoria è possibile inserire diverse classi di ammortamento con diversi coefficienti; quelli previsti dal decreto rappresentano la percentuale massima di ammortamento fiscalmente riconosciuta. Nulla vieta, però, di effettuare l’ammortamento utilizzando aliquote inferiori.

Nel caso dei costi pluriennali, sarà possibile inserire una sola categoria utilizzando le classi ed indicando il coefficiente relativo al numero di anni nel periodo massimo di ammortamento: 20% per cinque anni ….10% per 10 anni e cosi via. Per i costi pluriennali, l’ammortamento dovrà essere dedotto direttamente dai valori originali delle immobilizzazioni immateriali, andrà quindi indicato nella voce della categoria al posto del conto del  Fondo il conto di Immobilizzazione.

Il codice è un campo numerico da 1 a 30.000. Può essere inserito oppure, se lasciato uguale a 0, assegnato automaticamente da 4uattro.

Voci di bilancio

In questa tabella è possibile inserire le voci che andranno a formare il bilancio della società. 4uattro ha preimpostate le principali  voci di bilancio aggiornate alla vigente tassonomia che permettono di emettere un bilancio in formato report e in formato xbrl. Il tipo di bilancio da elaborare, se abbreviato o ordinario, viene indicato a livello aziendale.

La prima classificazione da effettuare è indicare se la voce inserita appartiene alla struttura del bilancio o alla nota integrativa allegata.

E’ necessario poi indicare se il codice inserito è:

  • Voce
  • Voce con analisi esigibilità
  • Voce totale
  • Totale
  • Titolo
  • Tabella
  • Testo

Ovviamente viene chiesta la sezione di apparenza (attività – passività – conti d’ordine – conto economico – rendiconto).

Viene specificato se la voce è presente in entrambe le sezioni patrimoniali (vedi banche) ed in questo caso viene chiesta la voce della sezione contrapposta.

A seguire vengono richiesti dati molto specifici per l’emissione del bilancio in formato xbrl.

I dati inseriti in questa tabella sono condivisi con tutto il gruppo.


Indici – formule

In questa tabella è possibile inserire le formule necessarie per l’elaborazione degli indici aziendali.

4uattro ha preimpostati i principali indici :

  • Economici (Roe – Roi – Rod ..)
  • Patrimoniali
  • Della produttività
  • Finanziari
  • Rotazione

Indici – voci

In questa tabella è possibile definire le voci che compongono le formule per elaborare gli indici aziendali.

In questa fase è necessario associare ad ogni componente della formula le voci di bilancio.

STATEMENT

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